scritto sulla sabbia
POESIA
““L’INCOMPRESO”
di Emanuele Pulvirenti.
Vado avanti per la mia tediosa strada,
viaggio solitario da troppo tempo,
la percorro piano ovunque essa vada,
ma non voglio lasciarla anzitempo.
Cado spesso ma non voglio mollare,
chi mi guarda prova pena o ribrezzo,
ciò non fomenta alcun sentimento volgare,
sono così disilluso che non conosco disprezzo.
Guardo colui che stringe tutti i nostri sogni,
oggi si nasconde dietro le sue nubi,
davanti a me colei che desidero da giorni,
chiudo gl’occhi e la cerco nei miei desideri costante.
L’unica cosa che oramai posso desiderare
è trovare qualcuno che possa sentire
il muto lamento del mio folle pensare.
In questo viaggio impossibile da supplire. ■
Storia crudele
C'era una volta un ragazzo che aveva rubato. La cosa si era risaputa e il ragazzo temeva la reazione del padre, uomo onesto e stimato da tutti.
Quella sera in casa l'aria era pesante. Dopo la cena rimasero soltanto padre e figlio.
Il ragazzo aveva paura e aspettava. Il padre non aveva parlato per tutta la sera.
Improvvisamente il padre si alzò e andò presso il camino. Impugnò decisamente uno dei ferri che servivano per attizzare il fuoco. Il ferro era acuminato e rovente. Senza dire una parola si diresse verso il tavolo.
Spaventato, il ragazzo lo guardava con occhi dilatati.
Il padre arrivò davanti al figlio, posò la propria mano sinistra sul tavolo e poi la trapasso con il ferro. Senza dire una parola.
Per tutta la vita, quel ragazzo non rubò mai più ■
Una storia crudele, certo, ma se guardi un crocifisso che cosa pensi?
Tratto da "Il segreto dei pesci rossi", Editrice ELLEDICI, 2^ ristampa Giugno 2002.



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